La Corte dei Conti stanga il governo
È stato presentato il 26 giugno scorso il rapporto sul bilancio di stato stilato dal NKÚ, Corte dei Conti ceca. Dall’analisi dei revisori non traspare certo un quadro positivo. I rimproveri vanno a Governo e Ministero delle Finanze per la scarsa capacità di comunicazione reciproca. Ecco i due punti sui quali la Corte si è soffermata:
FONDI DELL’UNIONE EUROPEA Nel 2011 la Repubblica Ceca ha attinto ai finanziamenti europei per un importo totale di 3 miliardi di euro, apportando però alle casse dell’Unione soltanto 1,7 miliardi di euro. Secondo il NKÚ lo scarto tra le due cifre è da attribuire a tre fattori: incapacità di stesura dei progetti finanziati dall’UE e dei relativi preventivi, supervisione insufficiente dei lavori e, infine, assenza di un’adeguata vigilanza a posteriori. In sostanza, il Governo non sarebbe stato oculato nella concessione degli appalti, nell’arginare gli sprechi di denaro pubblico e nemmeno nel rispetto dei parametri stabiliti prima dell’inizio dei lavori. Per di più, l’acuirsi della crisi unito alla necessità di creare nuove infrastrutture, spingerà il Governo a richiedere finanziamenti più cospicui per il 2012.
IVA SULLE IMPORTAZIONI Il vicepresidente del NKÚ Miroslav Kala ha manifestato il suo sconcerto riguardo l’attuale gettito IVA sulle merci importate. Se la gestione dell’imposta da parte del Ministero delle Finanze migliorasse, si potrebbe assistere a un aumento delle entrate annue di almeno 10 miliardi di corone. Non è difficile a credersi, visto che nel periodo tra il 2008 e il 2010 la differenza tra la base imponibile totale delle merci importate e il valore delle merci stesse è stata di ben 445 miliardi di corone. “Il rapporto scaturito dai controlli non è a nostro parere del tutto obiettivo. Alcuni punti sono fuorvianti, per non dire tendenziosi, e mi sento pertanto di smentirli,” si è difeso Ondřej Jakob, il portavoce del Ministero delle Finanze. Il NKÚ non avrebbe tenuto conto, tra gli altri, del fatto che un gran numero delle merci che attraversano la dogana non hanno come ultima destinazione il mercato ceco, bensì sono in transito verso altri stati e, in tal caso, l’IVA ovviamente non si applica.




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